La parola d’ordine è “formale”. Formale come la più classica proposta maschile; quasi una forma di haute couture, costruita in maniera dettagliata e minuziosa sul piede di un uomo. Questo è il concetto base e dominante per la collezione uomo Primavera Estate 2008 di Cesare Paciotti.

Accanto a pellami tradizionali come la pelle, il camoscio, il pitone, il coccodrillo, il tejus,  l’anguilla e lo struzzo verniciato appaiono tessuti dall’aspetto tradizionale e educato, come microfantasie, rigati, canvas e lini con un richiamo decisamente più preppy.
I materiali si tingono di colori tenui come il grigio, dalla nuance più chiara a quella più scura, gli azzurri, i viola interpretati in modo che possano sfociare ai  blu fino al vinaccia e al lilla.

Ancora presente l’associazione tra classicismo e sartorialità, ma stemperati da materiali tecnici come il neoprene, interpretato nei colori fluo e iridescenti, connubio perfetto fra estetica pura e funzionalità.

L’uomo per l’estate 2008 si fa meno sportivo, ma più “mascolinizzato”, con grandi citazioni classiche e voglia di perfezione, attento agli abbinamenti cromatici, un uomo che pensa al proprio guardaroba non trascurando nessun tipo di dettaglio.

Si fa strada un uomo più puro nel senso vero del termine, un uomo che dimentica almeno per un po’ tutti gli elementi “decorativi” che in qualche modo hanno fatto parte del suo guardaroba fino a oggi.

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Articolo pubblicato da in data: 25.06.2007
Ultimo aggiornamento: 25 giugno 2007