Cosa deve fare una piccola o media aziende del mondo della moda, ad esempio, che incuriosita dalla popolarità di Facebook e di Twitter, vuole intraprendere qualche passo sui social media?

Dal sito Marketing Journal arriva qualche suggerimento. Intanto è necessario che l’inserimento dell’impresa nei nuovi mezzi social avvenga in modo coerente al target individuato, al prodotto o servizio che si intende presentare e al mezzo stesso che si è scelto di utilizzare. Certamente non è sufficiente avere una pagina Facebook per dirsi al passo coi tempi, è invece  indispensabile stilare un’adeguata politica di web marketing e destinare risorse umane e temporali dedicate.

Alla base vi sono la capacità di ascolto, la creazione di contenuti di qualità, diversificati e pensati esclusivamente per il nuovo canale, l’abilità nel riuscire a far parlare di sé e della propria attività, di incuriosire i propri visitatori, di offrire una comunicazione veramente multimediale e di avere una certa costanza nella propria presenza.

A differenza di un sito internet, che potrebbe idealmente rimanere invariato anche per settimane, i social network necessitano di un aggiornamento costante, impongono un confronto diretto con i propri utenti, un’esposizione alle critiche e un’immensa pazienza poiché i risultati sono tutt’altro che immediati.

La posta però è alta perché i social media permettono alle aziende di conoscere i propri utenti, di capire quello che cercano e quali sono i loro interessi e consentono la realizzazione di nuove formule originali, come ad esempio, il coinvolgimento di attori esterni in attività aziendali.

Tra al’altro questi canali raggruppano di fatto tutta una serie di potenziali utenti inquadrati per categorie più o meno stardard: gruppi, pagine d’appartenenza e caratteristiche anagrafiche sono in grado di fornire delle informazioni utili all’azienda-
Ma in concreto quali sono i canali da utilizzare? Ce ne sono tanti. Dal networking professionale di LinkedIn e Xing, al microblogging di comunicazione aperto e multipiattaforma targato Twitter; dagli strumenti di Google, sicuramente utili anche ai fini del buon posizionamento, all’ampia personalizzazione permessa da MySpace, uno dei primi social, utilizzato soprattutto da giovani (dai 14 ai 25 anni); dal proprio canale video personalizzato su Youtube, alla pubblicazione di album fotografici su Flickr; dalla condivisione di documenti e presentazioni su SlideShare, alla condivisione trasversale di FriendFeed; dalla possibilità di accrescere la propria reputazione online offerta da Wikipedia, ai numerosi siti di social bookmarking (Del.icio.us, StrumbleUpon, Diigo) e di social news (Digg, Reddit, Yahoo!Buzz, Newsvine, Mixx). I mezzi, in definitiva, ci sono, spetta alle aziende, in particolare a quelle più piccole, l’arduo compito di comprendere quale sia la posizione ideale con riferimento ai propri obiettivi aziendali.

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