L’orto in hotel? È il nuovo trend dell’ospitalità italiana: gli chef coltivano pomodori ed erbe aromatiche e gli ospiti ringraziano felici.
Urbano, condiviso o sul balcone: l’orto fa tendenza. Anche in hotel. È il nuovo lusso di piccoli e grandi resort sulle isole e nelle campagne italiane dove gli chef di casa amano coltivare ortaggi ed erbe aromatiche per condire piatti cento per cento naturali e a Km zero.
Una moda diffusa che ha radici antiche: l’attaccamento alla terra, la valorizzazione dei prodotti sani e vicini, il buon mangiare. C’è voglia di verde, di naturalezza, di cibi genuini.

Il Mezzatorre Resort&Spa di Ischia a picco sul mare è circondato da 7 ettari di rigogliosa macchia mediterranea, tripudio di erbe fresche spontanee e coltivate che renderebbero felice ogni chef. Qui infatti Giuseppe D’Abundo, executive chef, ischitano e innamorato della sua isola, trova ispirazione e profumi per i propri piatti che sanno di Mediterraneo, di Sole e di mare.
I suoi piatti sono ispirati alle sue radici, alla tradizione ed ai prodotti locali come il “Pesce serra in tre cotture” su passatina di patate ai limoni ischitani e vellutata al mirto marino della nostra baia”. Il pesce serra, forse poco conosciuto dai più ma dalle gustosissime carni, è un tipo di pesce del Mar Mediterraneo, la sua abbondanza nei nostri mari varia da anno ad anno, per cui in alcuni periodi è frequente per poi scomparire per anni. Cipollotti, trecce d’ aglio, patate, limoni e mirto selvatico, frutto della terra vulcanica dell’isola, sono le basi per questa ricetta che sposa l’ innovazione con i diversi tipi di cottura. Un altro esempio è il coniglio semibrado ischitano cotto lentamente nel coccio servito con gamberi rossi arrosto e broccoli napoletani con maggiorana e timo spontaneo, naturalmente colti tra i giardini dell’hotel.

Oppure l’hotel Le Fontanelle a Castelnuovo Berardenga, tra le dolci colline del Chianti, è circondato da vigneti e giardini ed ha un proprio orto di erbe aromatiche dove Daniele Canella ed Herick de Vita, rispettivamente chef e pasticcere di casa, traggono ispirazione per impreziosire i propri piatti. Delicati e coloratissimi fiori eduli lusingano gli occhi e le essenze aromatiche seducono olfatto e palato.  Le cucine del’hotel si aprono sul giardino in una dimensione bucolica di colori e profumi. Un grande gelso regala frutti succosi per le marmellate e i dessert estivi, i fiori del rosmarino divengono cristalli che arricchiscono le creazioni della pasticceria. In tavola c’è l’olio  extra vergine d’oliva prodotto dagli uliveti della tenuta dell’hotel.

Fino al The Inn at English Harbour è il piccolo resort italiano nella zona più esclusiva dell’isola di Antigua.  Immerso nel verde di oltre sette ettari di natura incontaminata, The Inn è una casa padronale in perfetto stile coloniale. Qui Massimo Calcagno, torinese doc, conduce una brigata internazionale nelle cucine in riva al mare del resort. Ogni settimana lo chef accompagna gli ospiti in una visita nell’orto, dove accanto alle verdure di stagione sbocciano rigogliose le erbe aromatiche, i fiori e i frutti tropicali tipici dei caraibi. Da questa fusione di colori e sapori nasce una cucina inedita che combina cultura culinaria italiana con la ricca tradizione creola, mixando ingredienti e texture: il riso e le spezie, il pescato locale (barracuda, aragoste, king fish, cernie) la verdura fresca dell’isola e la meravigliosa frutta tropicale. Un sincretismo gastronomico che conferisce un singolare twist ai piatti di Calcagno e del Terrace restaurant. Il menu degustazione è un omaggio all’Italia dove tra portate di pesce e pasta, carni cotte a bassa temperatura spicca l’aragosta antiguana, specialità dello chef, servita alla catalana con cipolla rossa di Tropea, avocado e lime.

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