VETTOR PISANI : Macelleria dell

Arte e delirio: io non sto qui a pettinare le bambole nè a curare le biciclette di Bellmer, Dalì e Duchamp.

Un mix di mitologia, psiche e scienza. Un insieme di corpi ed immagini che provocano urto e impattano occhi e animo. E’ la mostra delle opere di Vettor Pisani alla ph7 Art Gallery di Roma. L’artista gioca sull’interpretazione plurima delle espressioni e delle parole per battezzare con ironia le sue opere. E allora ecco su un piedistallo, “la spada di San Daniele”, una bella spalla di prosciutto (vera) e una lunga spada da crociata. A terra c’è “bambino pneumatico”, un bambolotto di piombo, cui è attaccata una pompa. Se ne sta gambette all’aria, sotto il peso dell’ improvvisata macchina da rianimazione, eppure non è cianotico, ha la faccia spruzzata di rosso, è vivo. Pisani ha lasciato attaccato al corpicino, “l’imbuto” da cui ha calato il piombo, ha lasciato alla vista dell’osservatore la costruzione della sua opera. E’ una fredda mattinata romana, nella galleria di via della Scrofa, nascosto da un cappelletto con visiera, si muove lento, Vettor Pisani. Napoletano trapiantato a Roma, settantaquattro anni, architetto, pittore e commediografo, ha esposto praticamente ovunque in Italia e all’estero, a New York, Parigi e Monaco. Presente alla Biennale di Venezia per ben sette volte, compresa l’ultima sull’isola di San Servolo. Esperienza, questa, che lo ha molto toccato per quello che rappresenta e che è stato quel luogo (a San Servolo c’era il manicomio di Venezia). Sentirlo parlare con passione e modestia delle sue opere è sorprendente. Sul divanetto-lettino, ha appoggiato un velo nero, una barca nera macchiata d’oro e un mazzo di rose blu. E’ “il sogno di Freud”, è il buio denso e profondo del nostro inconscio. Il richiamo alla nostra anima più intima è spesso presente nelle opere di Pisani, cariche anche di simboli onirici, come gli animali, il topo per esempio, che accosta a “le gemelle”. Un fotomontaggio fatto con una stessa immagine e che pure fa sembrare diverse le due ragazzine. Il gioco ambiguo, anche questo ricorrente nelle opere di Pisani, sta solo in superficie, dietro c’è lo spazio concettuale, a volte sofisticato, a volte svelato. Della mostra fa parte anche il video “animanimale”, scritto e diretto da Mimma Pisani, ispirato alla vita di Anna Freud. Non ha pretese di documentario, piuttosto di mettere in luce il mistero dell’animo femminile, “la duplicità Anima?Animale che è racchiusa in tutti gli esseri umani”.
Vettor Pisani è scomparso dalla galleria al momento dei saluti, abbiamo fatto in tempo a chiedergli: Maestro, a fine mostra affettiamo il San Daniele ? Certo, è un’idea.
Annamaria Di Fabio

VETTOR PISANI
Macelleria dell’anima
ph7 Art Gallery
Via della Scrofa, 46 – 00186 Roma
fino al 20 Marzo
martedi – sabato dalle 16.00 alle 20.00
info@ph7gallery.it

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