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Ecco l’identikit dell’artista contemporaneo: professionista, amateur, internettiano e glocal

Artista contemporaneo: professionista, amateur, internettiano e glocal

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Si affaccia sulla scena contemporanea italiana l’artista pro-am, ovvero professionista e amateur. Ecco il suo profilo. Centrato emotivamente sull’impegno artistico, mescola i linguaggi espressivi e cerca l’innovazione quale chiave fondamentale delle proprie creazioni. Internettiano incallito, è cittadino del mondo ma profondamente radicato nel territorio in cui opera. Meno solitario e più concreto, media le contraddizioni del proprio tempo e fa “rete” con gli altri artisti. E mentre il lavoro su commissione non è più un tabù, definisce complessivamente “mediocre” il panorama artistico italiano ma non lascia il Paese, convinto di poter contribuire al suo miglioramento.

È quanto emerge dall’indagine “L’arte al tempo dei media” realizzata dal Francesco Casetti, docente all’Università di Yale, esperto di impatto dei media visivi sulla nostra cultura. La ricerca è stata realizzata sul data base, unico in Italia, di circa ottomila artisti che hanno partecipato alle prime due edizioni del Premio Terna, messo a disposizione da Terna, per la prima volta, quale osservatorio privilegiato per una indagine sociologica sperimentale.

Si profila quindi nel XXI secolo la nuova figura dell’artista mediatore che, anziché “parlare dall’alto”, avvolto in una dimensione trascendente, vive il proprio tempo in tutte le sue contraddizioni, cercando soluzioni concrete, misurandosi con quello che trova.

Al tempo dei media viene meno ogni valenza romantico-bohemien tipica dell’artista genio ed emarginato del passato. Basta con l’essere solitari, il fattore premiante oggi è fare “rete”.

I nuovi media battono i vecchi nell’autopromozione: ormai conta più internet (70%) che fare una mostra (68%) o apparire su una rivista specializzata (33%), anche se le vendite online ancora non decollano. Gli intervistati, infatti, usano prevalentemente la rete internet per far conoscere la propria arte. Il 53% si affida ai siti d’arte, il 32% ai social network, seguono i blog e i forum. Si è stabilita una imprescindibile complicità tra l’artista e i new media da cui si traggono ispirazioni, stimoli e materiale, strumento fondamentale soprattutto nel momento decisivo della ricerca.

Attento al mercato, l’artista contemporaneo preferisce le gallerie, le fiere e i collezionisti, alle aste. Critica il circuito pubblico e conta per il 70% sul mecenatismo e sulla committenza delle imprese e dei privati. Anche lavorare su commissione, dopo un passato di snobbismo e sospetto, non è più un tabù. Tra l’altro l’artista contemporaneo è sempre più interessato a mescolare i linguaggi espressivi: il 48% ne usa anche due o tre contemporaneamente, in dialettica continua tra contemporaneità e tradizione. E tra i linguaggi espressivi fanno il loro ingresso internet, e-mail e siti web (33%), musica (29%) e testi (36%). Addio dunque ai pittori, scultori e fotografi “puristi”: la sperimentazione sta diventando la chiave fondamentale della creazione artistica. Alcune cose che invece non cambiano mai. Artisti si nasce, la vocazione arriva prima dei 18 anni, ma non si vive di sola arte: il 63% svolge anche un’altra professione, il 36% può permettersi uno studio ma quasi nessuno (89%) un assistente.

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