ALESSANDRO OTERI PRESENTA DAVIDE TIRELLI CON ‘OUVERTURES & co.’

Davide Tirelli, pittore e scultore milanese contemporaneo, dopo aver vissuto un decennio del proprio percorso personale ed artistico tra Francia e Svizzera, ritrova la confidenza con i suoi luoghi accettando l’invito dell’amico Alessandro Oteri a presentare, riunendole, le opere maggiormente rappresentative delle recenti stagioni vissute oltreconfine.

Questo confronto tra Arte e Moda concretizza un legame elettivo nato nella fiabesca cornice senza tempo del Principato di Monaco, dove Alessandro Oteri e Davide Tirelli hanno in più occasioni presentato i propri lavori, testimoniando due aspetti cardine del talento creativo del nostro Paese all’interno di diverse manifestazioni patrocinate da S.A.S. il Principe Alberto  II.

L’esposizione si concretizza in occasione del Fuorisalone 2010 attraverso una rilettura che l’Autore effettua dello spazio espositivo dell’Atelier Oteri in via Cerva 18 a Milano.
Ad accomunare entrambi gli universi espressivi sono lo studio appassionato e la continua rielaborazione dei codici linguistici che hanno fatto sì che l’opera dei grandi maestri sia sopravvissuta al passare del tempo a scapito dell’effimera labilità del “nuovo” a tutti i costi.

Il dialogo con la tradizione diviene viva espressione di modernità e trova punti di forza nella giustapposizione di forme, colori e textures, all’interno di un processo che trasfonde la Moda in Arte e quest’ultima in Cultura.

“OUVERTURES & co.”

La selezione dei lavori presentati va dalle reinterpretazioni di dipinti di epoca manierista su segnali stradali dismessi e dalle gettate di masse lavico plastiche colorate che divengono infiorescenze dei perimetri murali ai tracciati di torba, china e acrilico su fondo bituminoso approdando infine alle “ouvertures”:  nodi raggianti di colore e materia in cui tutte le idee precipitano continuamente.

Opere in cui non è possibile cogliere un simbolo che rimandi ad un significato preciso e circoscritto, bensì un linguaggio di valore variabile che accompagna chi guarda verso un’interpretazione anch’essa non univoca.

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