Dopo il restauro del Borgo di Solomeo (Pg), l’imprenditore umbro si appresta ad inaugurare il “Teatro Cucinelli in Solomeo”.

Il Teatro nasce come parte importante del programma di valorizzazione del Borgo umbro, voluto dallo stesso Cucinelli, condotto nel corso degli anni con una serie d’interventi di riqualificazione che hanno già interessato il Castello medioevale, sede dell’omonima azienda di cashmere, il parco settecentesco di Villa Antinori e Piazza della Pace.

L’imprenditore ha voluto investire nel restauro conservativo e funzionale di Solomeo perché crede in un concetto di “impresa umanistica dove il valore economico è nullo senza quello umano”. Su questo principio si basa non solo il progetto del Teatro Cucinelli ma l’intero complesso di opere del Foro delle Arti composto oltre che dal Teatro stesso, che ne è il corpo centrale, da un Ippodromo, un Ginnasio ed estesi giardini e paesaggi di impronta classica, un luogo d’incontro e di creatività dove la cultura si coniuga con il piacere di viverla.

L’ispirazione dell’intero Foro è il ginnasio dell’antica Grecia dove i giovani avevano modo di confrontarsi, di apprendere, ed esercitare tutte le discipline.

L’attività del teatro avrà inizio con lo spettacolo “ Il Bosco degli spiriti”, messo in scena da Luca Ronconi su testi di Cesare Mazzonis e musiche di Ludovico Einaudi. La rappresentazione nasce dalla commistione di due racconti dello scrittore nigeriano Amos Tutuola “Il bevitore di vino di palma” e “La mia vita nel bosco degli spiriti”, dove la favola convive con la cronaca, il mito con il racconto picaresco, l’ancestrale e tribale con usi contemporanei, che nel contesto diventano esilaranti. Sorta di variante nigeriana del racconto di Orfeo narra un viaggio verso l’oltre tomba in cui si susseguono una serie di eventi molto singolari. La parte musicale, curata da Ludovico Einaudi, è composta da un gruppo di lavoro composto da musicisti con delle caratteristiche molto diverse tra loro, alcuni africani, altri occidentali. Strumenti etnici, un pianoforte, altri strumenti inventati utilizzando barili e pezzi di biciclette, una tavolozza di colori per rendere musicalmente l’intricata foresta popolata da creature terribili descritta da Tutuola. Si alterneranno vari linguaggi perfettamente in equilibrio tra loro. I costumi di Simonetta Valsecchi e Gianluca Sbicca non rievocano alcuna etnia specifica ma consistono in delle maschere identificative indossate dagli artisti che si alternano sulla scena.

Un “intelligente divertimento” e un numero di “piacevoli sorprese” in una cornice d’eccellenza, quella del Foro delle Arti, per l’inaugurazione del Teatro Cucinelli.

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