Compie quaranta anni il progetto di stile di Carlo Pignatelli. E compie quaranta anni la sua garbata “rivoluzione permanente” negli scenari dell’eleganza. Perché Carlo Pignatelli, con tutta la sua sconfinata ed innata passione per una valenza straordinaria ed italianissima come è quella della sartorialità, è, nella realtà dei fatti, un grande innovatore. Da sempre, in ogni sua collezione, in ogni manifestazione della sua inventiva egli si attiene al principio secondo cui la sartorialità è “un’etica, lo strumento unico per la ricerca della perfezione e del bello sul corpo”. Ma la sua vera sfida, sostiene “è applicarla costantemente alla ricerca ed alla creatività fondendo, in tal modo, la tradizione all’innovazione”. In sintesi, non è dunque sbagliato definire Carlo Pignatelli un innovatore innamorato della tradizione…

Perché se è vero che Carlo Pignatelli è portatore di un concetto di eleganza che rimanda all’etimologia latina del termine (legata al verbo “eligere”, saper scegliere) e che si declina come attenzione massima per la qualità, come cura sacrale per il dettaglio, come intenzione privilegiata per l’esclusività, è altrettanto vero che nei quattro decenni del suo percorso creativo ha sempre giocato un ruolo determinante l’impegno sistematico per reinventare tale postulato, così da adeguarlo alla spigliatezza ed al dinamismo del nostro tempo. Non solo applicandolo ad una gamma di prodotti sempre più ampia ed articolata ormai a 360 gradi e costruendo un caleidoscopio di linee che ha raggiunto quota diciassette. Ma soprattutto conferendo un appeal assolutamente attuale alla più tradizionale tra le tipologie di abbigliamento – quello da cerimonia, che forse resta il suo vero amore – con interventi innovativi sui contenuti delle collezioni, sui processi di costruzione dei capi, sulle definizioni materiche.     
 
Che Carlo Pignatelli sia un innovatore – seppur consapevolmente tradizionalista – lo dimostrano le sue scelte e le tappe della sua vicenda umana e professionale. Arrivato a Torino in un’epoca in cui pareva scontato approdare alla più grande azienda della città e dell’Italia intera, preferisce  dedicarsi alla sartoria. Per non tradire ciò che aveva appreso nelle botteghe artigiane della sua terra, dove realmente si impara il meglio di questa autentica arte. Questa fedeltà non cesserà mai di esistere. “In tutte le mie collezioni troverete sempre  parte della mia formazione”, dichiarerà il creatore molti anni dopo. Nel 1968, anno in cui tutti contestano tutto e tutto sembra dovere essere messo in discussione, decide di aprire un laboratorio per la confezione di abiti maschili su misura che ha presto successo e può subito contare su una selezionata clientela. Segno che, forse, lo stile autentico non può essere messo in discussione, neppure quando il mondo cambia. Anche nel rapporto con il mondo dello sport Carlo Pignatelli batte sul tempo ogni altro fashion designer. Le squadre di calcio più titolate d’Italia e d’Europa – inclusa la nostra Nazionale – hanno indossato uniformi ufficiali disegnate da lui. I campioni più amati – i veri protagonisti della mascolinità di oggi nell’immaginario collettivo –  scelgono il suo stile, per le occasioni di rappresentanza, ma più spesso, nella vita privata e in base al gusto personale come il portiere della nazionale Gigi Buffon.
Allo stesso modo, il suo rapporto con i personaggi noti del mondo dello spettacolo è speciale, intenso, ma anche molto sfaccettato. Ha vestito per quindici anni Marcello Mastroianni – per espresso desiderio dell’attore – ma anche diversi personaggi dell’attuale star system come Morgan in diverse apparizioni televisive e il cantante Mika in occasione di alcune sue performance.

Permanente” per definizione e dati di fatto, la garbata rivoluzione di Carlo Pignatelli in fatto di gusto non si interrompe certo alla soglia dei quaranta anni, che sono sì un traguardo ma anche un rinnovato punto di partenza. Per nuovi progetti di stile, come le giacche intelate completamente a mano che debutteranno a breve. E per l’esplorazione di nuovi orizzonti di mercato: a Pechino apre alla vigilia dei Giochi Olimpici la prima boutique monogriffe cinese del brand, che si affianca alle quindici già esistenti, alle sei show room, agli oltre cinquecento punti vendita plurimarca, distribuiti in ogni angolo del pianeta.          

Carlo Pignatelli ha scelto di festeggiare i suoi “primi” quaranta anni nel modo che gli è consono. Con la sfilata della collezione Cerimonia 2009 seguita da un party per settecento ospiti. E con una propensione per il lusso e per l’opulenza senza complessi ma anche senza eccessi. Volendosi sentire un po’ come un munifico principe rinascimentale che apre la sua fastosa residenza agli ospiti, ma anche giocando un po’ con la fantasia e la tecnologia di oggi per creare – o meglio, per inventare – questo scenario incantato. Ha scelto Milano per questo importante appuntamento, capitale indiscussa del made in Italy contemporaneo, dove del resto le sue collezioni maschili sfilano dal 1993. Ed ha scelto una sede nobile, il Palazzo del Senato, nel cuore storico della città. Un edificio di grande storia e di ancor maggiore pregio architettonico. Il creatore ne ha voluto ammorbidire la severità un po’ altera con interventi ad impatto glamour: superfici nere specchiate movimentate da tendaggi drappeggiati in moiré color polvere e da chandelier degni del Palazzo d’Inverno per la sala della sfilata; un giardino all’italiana interamente “inventato”, armonioso nella configurazione e completo di aiuole verdi per l’area dedicata al party, ospitata in un cortile unico nel suo genere.

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Articolo pubblicato da in data: 21.06.2008
Ultimo aggiornamento: 21 giugno 2008