Il desiderio di cambiamento, la volontà di marcare la fase di rinnovamento della Boglioli, che la nuova direzione artistica di Nicola Quadri ha imposto,  è immediatamente percepibile avvicinandosi all’appena terminato showroom di Milano. Il progetto ruota attorno ad un nuovo concetto di showroom, non più chiuso e riservato, appartato nel voler mantenere discreto il rito della compravendita e soprattutto nascondere la collezione, ma un luogo in comunicazione con il contesto cittadino.

 

Visibilità e trasparenza sono le chiavi per leggere l’intero progetto di Nicola Quadri e dello studio ASQ. Una grande pianta rettangolare al piano strada, “protetta” solo da un’area  verde che isola il luogo dal traffico cittadino.

 

Uno  sviluppo di 13 vetrine permette una visibilità totale dall’esterno verso l’interno e viceversa. E’ stata una precisa volontà dei progettisti quella di rendere lo spazio verde prospiciente le vetrine, opportunamente ridefinito e piantumato, parte integrante del progetto di showroom, in ossequio all’idea di nuova sintonia tra i luoghi di lavoro e la città “circostante”.

 

Un progetto apparentemente semplice basato su pochi e definiti materiali: il pavimento è realizzato in  pietra di ceppo che fa parte della tradizione architettonica lombarda, le pareti bianche dai tagli netti e contemporanei, non ci sono porte interne, grandi tendaggi in iuta rosso porpora incorniciano, restando quasi sempre aperti, le vetrine i cui serramenti riprendono la referenza blu petrolio del palazzo.

 

La trasparenza, principale riferimento progettuale, permette di vedere anche la zona rialzata destinata agli uffici operativi ed all’archivio.

 

L’eleganza sobria e rigorosa della scatola si ritrova mitigata nell’uso del legno-quasi esclusivamente di teak e rovere-  dell’arredo e dell’appenderia. I tavoli, le sedie e i lampadari sono di gusto nordico, produzioni meno note di grandi architetti scandinavi del secolo passato. Gli elementi di arredo, che completano le vetrine, i divani e gli altri particolari ornamentali sono frutto di ricerca e selezione nel campo della decorazione del XX secolo.

 

Anche l’uso del vetro opalino delle lampade è frutto dell’attenzione tutta nordica per la luce, che deve essere sempre calda, accogliente, mai diretta.

 

L’obiettivo dei progettisti era quello di creare uno spazio innovativo, destinato ad essere, già dal prossimo autunno, luogo di eventi trasversali, ad ospitare mostre, a produrre cultura. Uno showroom che, come l’intera storia Boglioli, non appartiene ad uno stile riconoscibile e precostituito ma percorre con convinzione una strada più raffinata.

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Ultimo aggiornamento: il 24.07.2008