Il ministro Bondi a Fiesole per Elisabetta Rogai: al museo archeologico la mostra “Anatomie dell’anima” in un inedito percorso artistico-culturale che si snoda all’interno delle sale del “piccolo tempio”

Fiesole – Una trentina di quadri, realizzati sia su tela sia su “denim”, che si snodano attraverso le sale del museo Archeologico di Fiesole in un inedito percorso che unisce l’arte contemporanea alle vestigia del passato: è la mostra Anatomie dell’anima di Elisabetta Rogai, che aprirà i battenti venerdì 9 gennaio alle 17.00. L’evento sarà tenuto a battesimo dal ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi, che sarà presente e inaugurerà l’esposizione. La presentazione sarà invece affidata a Cristina Acidini, soprintendente speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico, e per il polo museale fiorentino. Faranno gli onori di casa il sindaco di Fiesole, Fabio Incatasciato, e l’assessore comunale alla Cultura, Paolo Becattini, e prenderà la parola anche la storica dell’arte Litta Medri. La mostra sarà visitabile fino all’8 febbraio (dalle 10 alle 16, tranne martedì e mercoledì) al museo, in via Portigiani 1.

La mostra – pianificata dal console generale della Colombia Gianni Lusena e realizzata con il contribuito della Cassa di Risparmio di Firenze, azienda vinicola “Tiberio”, “Anonimo Orologi” e “Stefano Bemer” – è stata curata da Alice Barontini così come il catalogo edito da Polistampa, e rappresenta un momento molto significativo del percorso artistico di Elisabetta Rogai.

“E’ un momento fondamentale della mia vita di artista – spiega Elisabetta Rogai – perchè dopo gallerie e luoghi istituzionali, per la prima volta le mie opere vengono esposte in un museo e sembrano convivere perfettamente con i pezzi di epoca etrusca, romana e longobarda conservati nelle sale. Un esempio di come contemporaneità e antichità possano coesistere e completarsi senza sovrapporsi. Abbiamo scelto Anatomie dell’anima come titolo perchè sento che sulla tela è possibile portare non solo i volti e le figure ma soprattutto lo spirito e l’interiorità delle donne, che restano i miei soggetti prediletti”.

Da un punto di vista tecnico, infatti, l’esposizione fiesolana mostra come la pittura di Elisabetta Rogai stia evolvendo verso un figurativo sempre più volto all’informale, con grandi pennellate che sembrano sondare l’animo delle modelle rappresentate. Questo viene analizzato e indagato in ogni sfaccettatura, senza però perdere la piacevolezza del disegno.

Per l’occasione, inoltre, al museo archeologico di Fiesole sarà esposto – durante tutto il periodo della mostra – il dipinto di Oriana Fallaci che la Rogai ha realizzato dopo la scomparsa della scrittrice e che ha inaugurato il Fondo Fallaci presso il Consiglio regionale della Toscana. Per ricordare la figura della grande intellettuale fiorentina, sarà presente all’inaugurazione l’onorevole Riccardo Mazzoni, suo grande amico.

“Sono onorata della presenza del ministro Bondi all’inaugurazione” conclude Elisabetta Rogai.

Negli ultimi anni, la carriera artistica di Elisabetta Rogai è stata scandita da una serie di esposizioni che ne hanno confermato il ruolo a livello nazionale e internazionale, da "La Forza e la Virtù" a Pietrasanta a quelle che nel corso degli anni si sono succedute a Firenze, Venezia, Cannes, Milano, Kyoto o Capri. Il recente passato ha riservato all’artista fiorentina profonde soddisfazioni: basti pensare ad "Astrid", il quadro divenuto l’etichetta del vino ufficiale del semestre italiano di presidenza dell’Unione europea. O all’intuizione di utilizzare la tela denim – quella usata per i jeans – come supporto tecnico per alcuni suoi quadri. Oppure ancora all’aver rappresentato Firenze per il 40° anniversario del gemellaggio con Kyoto. Ma la carriera di Elisabetta parte da ben più lontano: era il 2001 quando andò in scena la prima personale, dal titolo "L’Essenza dell’Essere" (Officina Profumo Farmaceutica Santa Maria Novella di Firenze). Nel 2005 l’artista è scelta dal Comune di Firenze come rappresentante dell’eccellenza fiorentina per le cerimionie di gemellaggio con Kyoto. Se la pittrice è tornata in patria, i suoi quadri hanno invece attraversato il Pacifico per arrivare a Washington, alla Capricorno Gallery. Accanto alla produzione artistica “tradizionale”, Elisabetta Rogai ha affiancato una serie di iniziative “parallele”: uno sguardo sulle molteplici anime dell’arte sotto forma di tela jeans o tavole lignee trattate con la tecnica dell’affresco (presso la pieve romanica di San Giovanni Battista, a Corazzano). Il 2008 ha visto infine l’artista alle prese con due importanti "commissioni": un dipinto celebrativo realizzato per i 70° anni della Scuola di Guerra Aerea di Firenze, posto di fronte all’affresco di Pietro Annigoni, e una sua "sintesi" donata dall’Aeronautica militare al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per gli 85 anni del Corpo. Un “campus” artistico, quello di Elisabetta Rogai, che non si esaurisce nelle mostre che l’hanno vista protagonista. Insieme alle esposizioni tradizionali, infatti, l’artista fiorentina si è distinta negli anni per aver realizzato altri tipi di “eventi” artistici, nonché per alcune interessanti “commistioni” tra la pittura e altri campi.

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Articolo pubblicato da in data: 07.01.2009
Ultimo aggiornamento: 7 gennaio 2009