HORSE CLUB O LADY HORSE
Amazzone e cavallerizza, ma rilassata in un’eleganza che ironizza un poco su se stessa e sdrammatizza i riti di  blasonati Horse Club: è questa la donna di Henry Cotton’s, capace di aderire ad una ritualità con tenerezza e indipendenza. 
Via libera, dunque a pantaloni classici da cavallo al ginocchio o lunghi, oppure stretti e dal taglio lineare per sottolineare ed esaltare la figura; o al tubino in tartan colorato, da abbinare entrambi a piccole giacche di velluto aderenti, con baschine arricciate.
La camicia è la nota femminile più potente e più vibrante: è fluida, in mussola di seta o a pois, si annoda al collo in classico stile da cavalleria.
Accentua e definisce la silouette del corpo, la cappa, realizzata in maglia e a grosse trecce o in  piumino tecnico: é agile, corta e divertente, un accessorio indispensabile.
Grande attenzione a  tutti i capispalla, finiti in tessuto accoppiato, ma riproposto con inserti di feltro o di flanella grigia a taglio vivo,  un grande collo di pelliccia e la preziosa allacciatura in cuoio.
La linea dei piumini classici è riproposta con spalle disegnate all’interno della figura, per rendere il capo più lineare e dare una sensazione “couture”, cui contribuisce anche la cintura, inserita sotto l’altezza delle tasche e più alta in vita.
Amazzoni romantiche e leggere quando indossano la piccola giacca di pregio, in nylon e piumino con dietro la martingala in cuoio “sellier” e la sciarpa di visone che si annoda morbidamente al collo.
I colori sono inevitabilmente classici: grande ritorno dei blu, il bianco per illuminare e stemperare, un tocco di rosso per vivacizzare, beige e grigio per unire e coordinare.
Nel guardaroba maglieria, ancora stemmi ricamati e le iniziali, per dare una nota di club.         

PENSIERI A NORD
Coste nordiche, scogliere avvolte nella bruma, mare suadente e solitario. Il secondo tema vive in queste luci, che riverberano di toni intensi e freddi. Una magia che si traduce nell’uso del blu notte, e nei grigi che si stemperano in tante sfumature: grigio chiaro, perla, tortora, con qualche tocco di bordeaux vinaccia, viola e rosso scuro.
Lo stile si fa lineare, quasi astratto: il grande freddo, i refoli di vento nordico si affrontano con morbidi cappotti in lana cotta o con cappe da marinaio, mantelle tessute in grosso shetland. Sotto, più vicino al corpo, giacchini di lana dalle ampie maniche che lasciano intravedere lunghi guanti in camoscio e lana. A rischiarare e dare movimento sono i dettagli di pelliccia, protagonisti dell’insieme: abbelliscono colli e polsini, sbucano da grandi parka, ondeggiano anche sui fondi dei piumini.
Elemento forte é la cintura,  che si stringe in vita e porta il punto vita ad alzarsi su gonne e pantaloni. Stretto invita ad avvolgere e scaldare anche i maxi-cardigan, da sovrapporre sopra a pantaloni fluidi e a maglie con la  profonda scollatura a “V”, in morbido jersey dai dettagli romanticamente femminili: ruches e piccoli drappeggi. Torna dunque il pantalone largo, fluente, semplice e di taglio quasi maschile che non disdegna qualche pinces.
Guanti lunghi che vanno a compensare capispalla e maglieria  con maniche volutamente corte. Berretti e sciarpe in maglia fasciano e riscaldano come le corte mantelline in lana, da indossare su camicia e pantaloni cigarette. Le gonne sono ampie, in taffettà a principe di Galles, con dettagli in flanella e cangianti tonalità di grigio.  I bermuda si possono portare con in nuovi volumi over della maglieria.

BRITISH
“Blow-up” nella Londra anni “60”, un’accezione british colta e molto urbana, di elegante couture e di  bon ton espresso senza affettazione. I colori sono necessariamente londinesi classici: grigio – nero, cammello, bianco, accostati al cuoio, alla vernice nera e marrone, e alla pelle.  I contrasti tra lucido e opaco donano grinta agli accessori, e forza ai capi spalla. Nylon lucido che cattura luce per piccoli piumini, stretti in vita da cinture; vernice marrone per i bomber in pelle. Morbido montone per una corta giacchina con maniche importanti con taglio a campana, che ricrea un effetto mantellina un po’ retrò, da abbinare alle flanelle, ai tessuti maschili ed ai velluti.
Il nero assume dolcezze inaspettate e perde la sua vena dark. Esprit di seriosa couture per cappottini e giacchine ben tagliati, delineati da piccole spalle aderenti, chiusi con cintura, con abbottonature nascoste e a doppio petto. Sotto, l’abitino al ginocchio con brevi maniche e tubino nero è il capo che completa il mood a perfezione.
Anche nell’emisfero classico sportivo entra l’eleganza del taglio, dei tessuti e dei particolari di pelliccia, nei parka o negli eskimo che si valorizzano e acquisiscono preziosità se indossati su abitini di jersey o su nuove gamme plissè.  Immancabile la classica mantella, oversize fino al ginocchio, in tessuto a quadretti tradizionale inglese, oppure morbida e avvolgente in maglia misto cachemire, decorata da grandi trecce e fermata al collo da un prezioso cinturino in cuoio.
La maglia regala nuove vestibilità avvolgenti; i volumi acquistano importanza nei maxi-pull, nei dolce vita e nei colli a “V”. Sono da portare comode su stretti pantaloni o leggings, oppure corte e quadrate: Trovano così la proporzione su ampi pantaloni maschili o su gonne a pieghe in taffettà unito, fantasia o stampato in un cachemire monocolore.

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Articolo pubblicato da in data: 29.03.2007
Ultimo aggiornamento: 29 marzo 2007