L’attrice (moglie di Crozza) suscita risate amare sugli amori sbagliati di donne non più giovanissime. Ma il principe azzurro esiste solo nelle favole?

“E’ meglio scrivere di riso che di lacrime” diceva Rabelais. E aveva ragione. La saletta della Feltrinelli di piazza Piemonte a Milano trabocca di risate e applausi.

E’ di scena Carla Signoris, attrice, autrice e scrittrice di successo. Di fronte a una platea quasi tutta femminile legge stralci del suo ultimo libro. Il titolo è di quelli che non si dimenticano: “Meglio vedove che male accompagnate”.

Forse è un po’ forte; “In effetti se una ha un rapporto decente con il proprio marito non può metterlo sul comodino del letto” chiosa Lei divertita. Visto che il libro precedente si chiamava “Ho sposato un deficiente”, è facile pensare che la signora attraverso i titoli spedisca messaggi trasversali a suo marito, il comico Maurizio Crozza. Ma è un errore, i due sono felicemente sposati, e tra l’altro Crozza a una donna così creativa e spumeggiante (ha passato i 50, ma li porta in modo splendido) dovrebbe stendere un tappeto rosso ogni volta che entra in casa.

La nuova prova letteraria della Signoris parla di cinque donne, tra di loro amiche e tutte sopra gli anta. Non si tratta di un romanzo, ma di un’opera di satira, dove la risata liberatoria si accompagna alla riflessione amara per il tempo che passa e per le lacerazioni esistenziali delle protagoniste. Debbie, ad esempio, festeggia i quarant’anni da un decennio.

Il tempo è relativo, mentre lei è obiettivamente perfetta. Esmeralda è una single inespugnabile, in carriera, evoluta e indipendente, molto cinica nel rapporto con gli uomini. Vincenza è una donna forte che ha scelto un uomo debole per complicarsi la vita, mentre Lavinia, la più sfigata del gruppo, ha sposato un mostro che non sa cos’è la vergogna, ma sa tutto di turismo sessuale. E poi c’è Carla, che vorrebbe tanto rimanere in disparte, ma si ritrova impigliata in questo intreccio in cui amanti e mariti sono la causa e la soluzione di tanti problemi.

Sono donne queste che non hanno nulla a che vedere con le signore post-femministe di Sex and the City, piuttosto sono donne normali come si possono trovare in tutte le città italiane. Sanno che per trovare l’uomo giusto serve tanta fortuna, mentre per sbarazzarsi di quello sbagliato è necessario un buon avvocato e, in casi estremi, un alibi di ferro. “Ma quanto c’è di Lei in questa donne?” chiede l’intervistatrice: “Mi ritrovo un po’ in tutte loro” spiega la Signoris. Dal pubblico parte un ultimo applauso. Fine della serata.

Carla Signoris: “Meglio vedove che male accompagnate” (Editore Rizzoli, pagine 180, prezzo 15 euro)

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