FURLA:  PROGETTO TALENT HUB 2008/09.

Courtney Crawford for Furla: la personalità disarmante di Cat Woman, per una donna che si muove tra mascolinità e femminilità.
L’ispirazione di Courtney Crawford per la collezione autunno/inverno 2008-09 di FURLA nasce dal mondo dei fumetti, in particolare da quello di Cat Woman; Julie Newmar, Eartha Kitt, and Michelle Pfeiffer solo per fare un esempio.
“Il mio affetto e il mio amore per Cat Woman risalgono a molto tempo fa, non soltanto per la sua prorompente fisicità che la caratterizza fin dal 1950, ma anche per la forte personalità che ha dimostrato in tutti questi anni.
Una donna dalla bellezza seducente, affascinante che cattura l’attenzione in una stanza o che torna in mente per un gesto dolce, un tocco dei capelli, uno sguardo – e tutto si trasforma nel centro di un uragano, perché lei si muove come se fosse inconsapevole della forza di gravità con cui attrae le anime di uomini e donne. La sua allure è disarmante. Detiene il potere come sa fare soltanto un gatto, muovendosi tra la mascolinità e la femminilità. Ho provato a ricreare tali caratteristiche della sua personalità, dei suoi movimenti, del suo potere e delle sue capacità, traendo spunto da telefilm, sitcom televisive e fumetti”.
Ho scelto viola, nero, woad, ciliegio e sumber (un giallo intenso) che sposano materiali come la vernice, la pelle di vitello e lo scamosciato.

Nicole Brundage for Furla: dal Wild West al Decò, passando per lo stile vittoriano per una collezione anticonformista
La collezione sviluppa tre temi differenti: ci sono riferimenti al periodo dell’Art-Decò con la sua mentalità futuristica e anticonformista, che emergono nella collezione grazie ad alcuni dettagli, tra i quali cinghie tridimensionali e rifiniture in simil ceramica con colori moderni come il nero e il fucsia. C’è anche un po’ della sensibilità di Mary Poppins, che conferisce uno stile androgino e una sobrietà formale alla collezione, come si può vedere da alcune calzature in classico stile vittoriano, dai bottoni rotondi e dai colori cupi che vanno dal grigio marrone alla pietra e alla terra bruciata. Questi sentimenti sono in contrasto con le atmosfere da Nuova Frontiera e da giorni pionieristici del Far West, che si concretizzano in uno stile rustico evidenziato nei capi della collezione da mocassini e frange, cinture in pelle.

Maricò for Furla: stile retrò sperimentativo, per una nouvelle Audrey Hepburn in “Colazione da Tiffany”.
La collezione nasce da sperimentazioni sui materiali, da una ricerca accurata delle forme e dal  riutilizzo di tecniche artigianali rivisitate in chiave moderna: tradizione e innovazione, memoria e futuro.
Tutto nasce dall’immaginazione di Alice e Lisa Ferrari, dalla loro cultura dell’artigianato e dalla loro capacità di creare trame ed intrecci. La loro spiccata sensibilità e passione per i tessuti le porta a creare un gioco di contrasti, con motivi a scacchi colorati ma non solo, che vanno dal viola al fuxia, dal verde all’ecrù: un tripudio di tinte forti ed esuberanti.
Le forme decostruite, i volumi morbidi e avvolgenti interagiscono e si intonano con lane soffici come il kid mohair e la ciniglia accostate a una lana secca che permette un piacevole effetto di rilievi.
I bauletti e le  shopping in tessuto sono abbinate in modo fantasioso a colorati nastri fantasia in lana e ciniglia, elementi decorativi dal segno forte e deciso.
I cappelli da aviatore e i guantini senza dita sono un compromesso tra maglia e tessuto, alcuni riprendono le trame delle borse. I collant e i leggings rigati, arricciati con tagli sul piede sono in cashmere e seta o in lana merino extra fine, il tutto in tinte armoniose con la loro linea.

Max Kibardin for Furla: i colori e le astrazioni del Nuovo Messico nei lavori dell’artista Georgia O’Keeffe.
“La mia ispirazione Max Kibardin for Furla prende le sue radici dalle creazioni dell’artista americana, newyorchese d’adozione, Georgia O’Keeffe.
A partire dal 1929 visse nel Nuovo Messico diversi mesi dell’anno, dipingendo alcune delle sue creazioni più famose in cui sintetizza l’astrazione con la rappresentazione di fiori e paesaggi tipici della zona per lo più colline desertiche,  piene di rocce, conchiglie e ossa animali.
I contorni sono increspati con sottili transizioni tonali di colori che variano fino a trasformare il soggetto in potenti immagini astratte, talvolta trasfigurate in senso erotico.
Ho lavorato così su due contrastanti palette di colori. La prima rappresenta un mondo "hard": il deserto, le pietre, la sabbia, le ossa degli animali, e quindi comprende i colori come il nero, il  beige e le sfumature del grigio.  La seconda palette rappresenta il mondo botanico-floreale, sensuale, basato sui colori come il verde acido o su due sfumature del viola: una delle quali tende più a diventare bordeaux e l’altra al viola accentuato”.

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Articolo pubblicato da in data: 21.02.2008
Ultimo aggiornamento: 21 febbraio 2008