Il fattore “C” sfonda in televisione, ma la “C” non indica quello che pensate voi, bensì, sta per cucina. Il boom delle trasmissioni culinarie è il fenomeno dell’anno, la cucina-mania ha invaso i palinsesti, sono più di 20 i programmi dove imperversa, tra fornelli e padelle, lo chef di turno. Tra preparazione di ricette, consigli, gare gastronomiche e talent, il filone della cucina è la nuova riserva aurea delle reti tv che tra piattaforma satellitare e digitale terrestre, tra social media e ipad, sgomitano per tenere incollati allo schermo spettatori sempre più frastornati da un’offerta monstre, ormai incontrollabile. Cosa c’è di meglio quindi di quella ninna-nanna sinuosa, che giocando sulla sinestesia gusto-vista, accompagna il pubblico nel regno morbido e accogliente del cibo pret à porter dove lo studio-cucina della tv diventa l’estensione di quello domestico. Cucinare è un arte, ma è anche una metafora di vita e perché no, pure un business. E tra i cuochi, tra improvvisati e provetti, c’è anche chi si è costruito un brand e una carriera, come Benedetta Parodi, che oltre al programma su La7 “I menu di Benedetta”, ha licenziato tre libri e cura una  rubrica su Sette del Corriere. Tra i format, il piatto forte della stagione è Masterchef Italia, in onda su Cielo  il “talent”gastronomico che in veste di giudici ha schierato tre severissimi top chef stellati: Carlo Cracco, Bruno Barbieri e Joe Bastianich.

Tra le reti, quelle che più ci danno dentro sono Real Time e Alice, che a rotazione schierano una falange di programmi. Su Real Time i dominus sono tre: Alessandro Borghese con “In cucina con Ale”, “Fuori Menù” e “L’Ost”; il pasticcere italoamericano più famoso d’America, Buddy Valastro con il format “Il boss delle torte” e “Cucina con Buddy”, il  talentuoso scozzese Gordon Ramsay, grande quanto il suo caratteraccio, protagonista di una versione “dark” con “Hell’s Kitchen” e “Cucine da incubo”.  Su Alice ricordiamo le due food comedy “Masseria Sciarra” con Lucia Sardo e Santo Pennisi e “Strascinati Innamorati”, ma anche “Le mani in pasta”con Cristina Lunardini, e “Bischeri&Bischerate” con Luisanna Messeri e Beppe Bigazzi. Ma la lista è ancora lunga. Su RaiUno c’è lo storico programma di Antonella Clerici “La prova del cuoco”, su La7 “Cuochi e Fiamme” con l’ex naufrago dell’Isola Simone Rugiati, su SkyUno “Ace of Cakes” con lo chef Duff Goldman e il suo team di artisti pasticceri, per non parlare delle rubriche nascoste nei vari Tg e della scorpacciata di programmi offerta da Gambero Rosso, tra i quali “Le ricette di Laura Ravaioli”, “Nudo e crudo” con il giù citato Rugiati, “La cucina di Moreno Cedroni” e “Gamberetto”, quest’ultimo con otto mini-chef tra gli 8 e i 12 anni.

Al di là delle variazioni sul tema e delle differenze tra i format, tutti questi programmi puntano a stabilire un’intimità con il telespettatore, cercando di renderlo partecipe non solo delle ricette che vengono preparate negli studi, ma anche degli scambi di battute, delle piccole confessioni amichevoli tra i partecipanti alle gare culinarie. “In tempi di crisi economica e ideologica – ha dichiarato lo chef Carlo Cracco – la cucina è una zona franca in cui rifugiarsi, il cibo è un bisogno primario, unisce gola e benessere. E poi è come il calcio: ognuno può dire la sua”. Non tutti però sopportano questa invasione di soffritti. Anzi, per qualcuno questa cucina-mania è diventata un virus pericolosissimo, una  discesa nei meandri dell’ovvio che induce allo sconforto. Quando se ne accorge anche il pubblico non c’è star o starlette che tenga. La bastonata arriva dritta dritta nelle terga. Come è accaduto qualche tempo fa a “La notte degli chef”, un mega flop targato Canale5 nonostante Alfonso Signorini alla conduzione e uno stuolo di belle figliole in studio,

Eppure qualche nervo scoperto, per non dire una punta di invidia, queste trasmissioni devono averlo toccato, se anche un fuoriclasse come Piero Chiambretti ha sentito il bisogno di infilzarle con lo spadino:” In questo momento, l’erotismo di una carota tagliata dalla Parodi è probabilmente superiore a quello di Rocco Siffredi sotto la doccia“. Non esistono prove certe che in tv il genere cibo abbia addirittura surclassato il sesso, serpeggia invece il dubbio che Chiambretti, nonostante possieda tre ristoranti, non sia capace di cucinare neppure un uovo sodo. E allora si può anche capire che teorizzi l’autodistruzione del genere  per eccesso di presenza catodica. Nessuno però lo informi che nel frattempo la cucina in tv sta entrando a piccoli passi nel mito. Gli chef, questi unici depositari di segrete ricette, sono finiti in un album di figurine lanciato da “Italia Squisita”. Dai giovanissimi ai veterani, dai pluripremiati agli emergenti, ben 100 volti di chef con i loro piatti cult sono diventati i protagonisti in formato adesivo di una originale iniziativa che unisce la passione della gastronomia con il mondo del “celo-manca”. Una volta si cercava spasmodicamente il portiere Pizzaballa, adesso invece per una figurina della Parodi, uno, accecato dall’acquolina in bocca, potrebbe svenarsi offrendo persino tre Clerici e un Vissani.
Mauro Scarpellini

Categorie: Speciali e Interviste Tag: .

Articolo pubblicato da
Ultimo aggiornamento: