Nell’anno del Centenario del Manifesto sul Futurismo di Marinetti, Laura Biagiotti si ispira a Giacomo Balla, delle cui opere è collezionista appassionata. Le Futur-Donne di Laura indossano capi che riproducono ricami, grafismi e motivi reinterpretati in chiave contemporeanea dalle tematiche dell’avanguardia. E’ una collezione energizzante, liberamente tratta dalle idee di Balla che nel Manifesto del “Vestito antineutrale” propone un nuovo codice estetico fatto di abiti agilizzanti, dinamici, gioiosi, illuminanti, volitivi, asimmetrici. Ed ecco in passerella una successione di “gialloni”, violettissimi”, giacche sciallate e asimmetrie che assecondano il movimento. Lampi di luce caratterizzano i ricami sullo chiffon, le decorazioni si rifanno alle ricerche sulle arti applicate e sono composte in aggregazioni astratte, con echi floreali e geometrici. Tessuti sontuosi seducono per la loro trasversalità: panno di cashmere, velluto cangiante, taffettas, organza e mikado, impiegati in volumi enfatizzati ma anche per linee aderenti e asciutte. L’aristocratica morbidezza del cashmere si esalta con nuovi divertissement: accesi accostamenti cromatici, incroci, effetti trompe l’oeil di colli e sciarpe, inediti patchworks. La tuta, in cashmere a treccioline, oppure con pannelli viola e fuxia che si sovrappongono, è il capo futurista per eccellenza. Glamour femminile in tutta la maglieria, emblema distintivo della griffe, che punta su linee flessuose che si espandono: dal poncho bicolore e asimmetrico a fazzoletto, al tubino che ridefinisce la silhouette. Scolpite come un’opera d’arte, le forme si arricchiscono di tagli e dettagli: spalle costruite per abiti, giacche e paletot, pantaloni con pinces dalla linea slim o ampia e decisa, gonne-design al ginocchio. Pellicce con intarsi futuristi e stole reversibili si portano day & night. La palette è decisamente Futur-Laura: il Bianco Biagiotti sfuma nei toni del nudo per lasciare la ribalta a colori forti. Fuxia, solferino e violetto; giallo, zafferano, biondo oro; grigio e nero, ma sempre con bagliori e grafismi.

La Bal-Bag rieditata in versione limitata per il Centenario è declinata nei 3 modelli hot della stagione: la kelly, la pochette e la tracolla a mezzaluna disegnata da Balla stesso nel 1916. Intarsi di pelli opache, alternate a vernici nei colori della palette, riproducono sulle borse le linee andamentali e di velocità che hanno fatto di Balla uno dei maggiori interpreti del Movimento. Fiori futuristi sono il decoro di cinture che segnano la vita, come le placche in legno e smalto che esaltano la silhouette, montate su vernice. Ampi colli di maglia scaldano l’inverno e diventano cappucci: la moda è anche una questione di testa! Stole di pelliccia abbracciano sensuali l’abito da sera, la giacca, il pullino di cashmere. Plexi-tartaruga, nero, fuxia e oro sono i colori degli occhiali per guardare al futuro con energia. Tronchetti con il futur-tacco lucido e dipinto sono in pelle metalizzata, come le décolletè con il doppio cinturino. Hanno i lacci effetto guepiere gli stivaletti che si alternano ad architettonici sandali a fasce con il plateau. Gli stivali sono flessuosi e stretch, in nabuk e camoscio.

“Sono sempre stata appassionata di Arte, e quando nel 1988 insieme a mio marito Gianni Cigna mi sono imbattuta in una retrospettiva di Giacomo Balla nella Galleria Gnisci a Roma sono stata come <folgorata sulla via di Damasco>. Abbiamo incontrato le figlie, Elica e Luce Balla, preziose vestali dell’arte paterna, che ci hanno accompagnati in un affascinante e impegnativo percorso alla scoperta di Giacomo Balla. La passione si è trasformata in Collezione, con tema principale di ricerca la moda e le arti applicate. Dell’utopia futurista di trasformare il mondo, la moda era uno strumento fondamentale. In maniera molto lungimirante Balla, aveva individuato proprio nella moda il sistema più incisivo di penetrazione nel gusto contemporaneo, e già nel 1912 confezionava abiti futuristi. Il monito dei Futuristi è più che mai attuale: rompere gli schemi, in un contesto nel quale la velocità di omologazione è aumentata. La moda è l’ultima vera avanguardia in grado di compiere questa rivoluzione”. Laura Biagiotti

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