E’ ieratica e altera. Ma anche romantica e passionale. E’ fiera e sicura nel dichiarare – persino nell’ostentare – la sua sensualità. Ma ha nel cuore, nella mente e negli occhi la dolcezza del mare d’inverno in Costa Azzurra.

Anche nella collezione per il prossimo Autunno/Inverno, Francesco Scognamiglio decifra i codici di una femminilità intensa e sfaccettata, quella di un’androgina e contemporanea guerriera che sa essere al contempo ere, senza la minima contraddizione, anche una languida signora. Una regina del lusso.

Ama le linee severe e costruite questa donna. Sottile e slanciata, risulta quasi costretta e protetta da abiti-corazza, apparentemente rigidi, ma costruiti con sapienza per renderli, in realtà, plasmati sul corpo e sulle sue naturali movenze. A configurare la silhouette ci sono segni decisi, come le spalle importanti – vero punto focale della figura – o le lunghezze, che non conoscono vie di mezzo perché coprono il polpaccio oppure sono clamorosamente ridotte al minimo. Persino i dettagli “segnano” e catalizzano l’attenzione, come i bottoni a stemma araldico o le cinture impunturate.

Nero e blu notte raccontano l’intensità di questa visione al femminile. Ma è l’oro l’autentico protagonista cromatico e materico della collezione, emblema di lusso e di sfarzo, ma anche di potenza e di propensione al sublime. Tutto è d’oro. Come nei dipinti di Klimt. Non solo le collane di conchiglie che avvolgono a cascata il collo, o i puntali acuminati che spiccano sulle borse in coccodrillo. Anche i blend di lana e seta sono intessuti del metallo prezioso a 18 karati. L’organza più lieve ne è tramata. La lana bouclé ne è spruzzata. La maglieria, finissima e quasi priva di peso, ne è laminata. Un contrappunto non meno opulento è fornito dall’astrakan del cappotto longuette dall’aplomb perfetto e aristocratico.

E’ sublime anche l’anima della camicia candida, autentica necessità nel progetto di stile di Francesco Scognamiglio. Volumi, costruzioni, proporzioni sono un inno all’enfasi ed all’imponenza, controbilanciate dalla lievità assoluta ed aerea della materia, che scongiura ogni rigidità. A sorpresa le bluse perdono il collo, sostituito da gorgiere, degne della “nobleza” spagnola del “Siglo de Oro”.

Sono superbi ed eccezionalmente spettacolari i cappelli – molto più di un accessorio –  creati appositamente da Philip Treacy, che traducono in essere l’anima guerriera di questa donna. Cappelli da dragone, da ussaro, da gendarme…

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