La Cappella Sistina ha compiuto 500 anni. Era il lontano 1508 quando Papa Giulio II chiamo’ in Vaticano due artisti, Raffaello Sanzio da Urbino e Michelangelo.

Se Raffaello dovrà decorare le stanze private del Papa, sarà Michelangelo a dover dare magia alla volta della “cappella magna”. Ci vorranno quasi trent’anni, dal 15 agosto del 1551 al 31 ottobre del 1512, per veder ultimati questi capolavori unici e straordinari.

Esattamente mezzo secolo dopo, e’ papa Benedetto XVI a celebrare i solenni Vespri di Ognissanti in latino davanti a pochi fortunati ammessi.

Sky dedica a Buonarroti l’inaugurazione del suo nuovo canale tv dedicato all’arte e a Roma è aperta gratuitamente a tutti la mostra Michelangelo e la Cappella Sistina nei disegni autografi della Casa Buonarroti; orario dalle 10 alle 20.
Una mostra diversa dalle altre perchè capace di sedurre, accanto ad ogni disegno dell’artista indica l’opera di Michelangelo a cui fa riferimento.

La rarità? uno dei primi studi per il Giudizio dove Michelangelo pensava ancora di salvare l’Assunzione della Vergine Maria del Perugino da cui la stessa cappella prendeva il nome. Anche se non lo farà e sacrificherà anche due lunette che lui stesso aveva inserito vent’anni prima.

«Raffaello, che lavora nello stesso tempo pochi metri più in là, alle Stanze, significa ordine, calma, bellezza; Michelangelo è davvero il tormento e l’estasi: certamente più drammatico. Per questo, oggi, il pubblico s’identifica con lui; nei musei Vaticani vedo che la gente ne fa un idolo assoluto: come è per Caravaggio». dice Antonio Paolucci al Messaggero di Roma.

«Perché la mostra? Perché l’articolo 9 della Costituzione afferma che la Repubblica promuove e tutela i Beni culturali: oggi dovevamo rendere solenne un’occasione che resta indimenticabile». E Pietro Folena, presidente di Metamorfosi, ricorda che «tra tanti Papi, e nella Sistina, Michelangelo resta sempre fervente repubblicano» chiosa Fini sempre al Messaggero.

Categorie: Arte Tag: , .

Articolo pubblicato da
Ultimo aggiornamento: