Costruita tra il 1475 e il 1483 all’epoca di Papa Sisto IV dal quale prende il nome, è l’opera più affascinante di tutta Roma, forse anche per le sue misure: lunga 40,93 metri, larga 13,41 metri e alta 20,70 metri. Di forma rettangolare, si trova a destra della Basilica di San Pietro dopo la Scala Regia.

Siamo nel 1506 quando Papa Giulio II revoca la committenza per la realizzazione di una tomba in suo onore affidata a Michelangelo Buonarroti nel 1505, il quale non reagisce bene e indignato per la forzata rinuncia al suo grande sogno, si da alla fuga.
Proprio in questo periodo di fuga il Papa vuole che l’artista continui la realizzazione degli affreschi nella Cappella Sistina già iniziati da Perugino, Botticelli e Ghirlandaio.
Il compito che il Papa gli affida è di Ridecorare la Volta che a causa dell’assestamento dei muri presenta diverse crepe.
Il progetto è di dimensioni colossali, e ha bisogno di un lungo periodo di preparazione, durante il quale Michelangelo stende diversi progetti.
Il primo prevede la rappresentazione dei 12 apostoli nei peducci e decorazioni geometriche nella parte centrale.

Michelangelo però non soddisfatto chiede e ottiene di poter ampliare il programma iconografico, raccontando la storia dell’umanità prima della consegna delle Tavole a Mosè.
Al posto degli Apostoli rappresenta 7 Profeti e 5 Sibille seduti su dei troni, e ai lati dei troni sono raffigurati 9 episodi tratti dalla Genesi che si susseguono in ordine cronologico.
La raffigurazione della Volta dura 4 anni, dal 1508 al 1512.

Tra il 1536 e il 1541 Michelangelo viene chiamato di nuovo all’opera da Clemente VII che gli commissiona la decorazione della parete di fondo della Cappella Sistina con il Giudizio Universale. Clemente però ma non fa in tempo a vedere nemmeno l’inizio dei lavori, perché muore pochi giorni dopo l’arrivo dell’artista a Roma. Michelangelo allora riprende la Sepoltura di papa Giulio, ma appena eletto Papa Paolo II, gli conferma l’incarico del Giudizio, e in più lo nomina anche pittore, scultore e architetto del Palazzo Vaticano.

Al centro dell’affresco vi è il Cristo giudice con vicino la Madonna che rivolge lo sguardo verso gli eletti i quali formano un’ellissi che segue i movimenti del Cristo in un turbine di santi, patriarchi e profeti. In questa rappresentazione i temi di fondo sono l’inquietudine, lo sgomento, l’attesa, la paura.
Il modo in cui vengono rappresentati può derivare dal fatto che davanti al giudizio ogni uomo è uguale.
Ma la nudità dei personaggi e le pose sconvenienti fa scoppiare delle polemiche, che vengono placate con la copertura delle parti dei corpi scoperti, dopo la morte di Michelangelo.

Durante tutti questi anni complotti, sotterfugi rigurardaro lo stesso Michelangelo, che così decidedi far tutto da solo, senza mai ammettere alcun visitato­re, papa compreso, se non dopo lunga insistenza.
L’inaugurazione vera e propria della Cappella Sistina è ufficialmente riconosciuta con l’1 novembre 1512, il giorno di Ognissanti, nel quale Giulio II vi celebra la prima messa solenne.
Il 31 ottobre 2012 ricorrono i 500 anni del capolavoro, celebrati con una mostra:
Presso la Biblioteca della Camera dei deputati, ”Michelangelo e la Cappella Sistina nei disegni autografi della Casa Buonarroti”. La mostra, con ingresso libero, è aperta al pubblico fino al 7 dicembre, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 20 e sabato dalle 10 alle 13.

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