È il regista italiano Romeo Castellucci ad aggiudicarsi il Leone d’oro alla carriera per il Teatro della Biennale di Venezia.

L’assegnazione del prestigioso riconoscimento, proposta dal direttore artistico Àlex Rigola, è stata accolta dal Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia, presieduto da Paolo Baratta.

L’eclettico regista e scenografo parteciperà alla cerimonia di consegna dell’ambito premio il 2 Agosto, in occasione del 42esimo Festival Internazionale del Teatro, che si terrà nella Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian dall’1 all’11 agosto 2013.

Profonde ed esaustive le motivazioni dietro la scelta di premiare Castellucci.

È lo stesso direttore artistico e regista catalano Àlex Rigola a scriverle: “Per la sua capacità di creare un nuovo linguaggio scenico in cui si mescolano il teatro, la musica e le arti plastiche.” Uno splendido elogio alla carriera di un maestro del teatro, un visionario dalla sconfinata immaginazione ed inventiva. Fra le sue opere più accreditate, che hanno saputo entusiasmare il pubblico: Hyperion da Hölderlin, Amleto, Parsifal (che approderà al Teatro Comunale di Bologna l’anno prossimo), Orestea, il ciclo Tragedia Endogonidia, La Divina Commedia (stimatissima in Francia) e Sul concetto di volto nel Figlio di Dio. Quest’ultimo è stato il bersaglio di critiche, ma anche plauso, da parte di cattolici ed integralisti.

Romeo Castellucci nasce a Cesena nel 1960. Consegue il diploma in Pittura e Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Bologna e già nel 1981 fonda la compagnia teatrale ‘‘Socìetas Raffaello Sanzio’’ assieme alla sorella Claudia, alla moglie Chiara ed al cognato Paolo Guidi. Nel Febbraio 2002, Castellucci è insignito del titolo di “Cavaliere delle Arti e delle Lettere” dalla Repubblica Francese.

I suoi spettacoli sono creazioni ammalianti ed enigmatiche. Castellucci non è solo autore e regista, ma si preoccupa anche delle scene, delle luci, dei suoni e dei costumi. Un vero e proprio artista a tutto tondo, noto internazionalmente – i suoi spettacoli sono stati messi in scena nei più importanti teatri del mondo in oltre cinquanta nazioni – ma pressoché sconosciuto nella terra natale. Tuttavia, nel 2005 è stato direttore della Biennale Teatro.

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