Se vi sentite esseri superiori al brutale mondo della moda, siete convinti che sia una perdità di tempo, uno spreco di energie e denaro. Beh, vi sbagliate.

Ogni mattina, prima di andare a lavoro oltre 7 miliardi di persone fanno i conti con l’armadio. C’è chi afferra al volo jeans e t-shirt credendo di focalizzare l’attenzione sull’essere, non sull’apparire, e chi invece si sofferma al cambio del decimo outfit dopo una sfilza di minuti trascorsi a fissare l’infinito. E poi lo specchio. E poi l’armadio, domandandosi perchè nel guardaroba ci siano solo capi che non vanno proprio bene.

New York, Milano, Londra e Parigi preferiscono dare un calcio alla noia. Le capitali della moda fanno i conti con la settimana più glamour dell’anno. E’ arrivato il momento di cambiare volto, di mostrare le sfumature del mondo più eccentrico che possiate mai varcare.

Fashion editor, modelle, stylist, buyer, fashion blogger, attrici, star internazionali, stilisti, fotografi e decine di figure atterrano nei principali aeroporti di Milano. La città cammina frenetica tra un evento e l’altro, non ci si ferma mai. Una sfilata, una mostra, un evento, un’intervista, le presentazioni delle nuove collezioni. Un pezzo di finger food di qua, un bicchiere di prosecco di la, e poi ancora le foto dei paparazzi che anche se non sanno chi tu sia, scattano. Scattano a raffica, perchè se sei vestita bene e ti trovi davanti al teatro Armani prima di una sfilata, beh, allora sei interessante. Devi essere interessante. Chiunque tu sia.

Ritardi costanti, autisti che sfrecciano per le vie della città rendendo nevrotici i milanesi che della Fashion Week non vogliono proprio saperne. Loro devono andare al supermercato, sbrigare le faccende, accompagnare i figli a scuola, ma non basta. Niente basta a fermare la moda, neanche quegli scomodi sandali dal tacco quindici che si indossano per sedici ore di fila.

Mesi di lavoro, ricerche in giro per il mondo, scelte dei tessuti, figurini stracciati e ripescati dal cestino dell’immondizia. Notti insonni, lavoro duro, organizzazione. Dietro la Settimana della Moda c’è un mondo che si sgretola in dieci/quindici minuti di sfilata. E quando le luci si spengono e la stanchezza mangia le ossa, dimentichi persino che non hai pranzato e forse non hai neanche cenato la sera prima. Ecco come si fa a restare magri.

Tutti sono amici e nessuno ti è amico. Ricevere un invito dalle grandi case di moda e finire per varcare quella linea con dieci gorilla all’ingresso, è un’affare complicato. Le prime file sono riservate alla gente che conta, con una gerarchia così rigida che è difficile capire dall’esterno. Il tutto richiede sorriso sempre verde, passione, dedizione, sacrificio e se pensate ancora che sia tutto superficiale, beh allora continuate pure a sbagliarvi. Vi assicuro che “Il diavolo veste Prada“, non è mica uno scherzo.

Nancy Malfa

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