Bulgari Serpentiform - Roma

Bulgari Serpentiform: la storia dell’iconico animale della Maison

Bulgari Serpentiform: la storia dell’iconico animale della Maison a Roma, Palazzo Braschi.

Bulgari Serpentiform: la storia dell’iconico animale della Maison a Roma, Palazzo Braschi.

Le romantiche strade di Roma, intrise di storia e suggestioni antiche e moderne, hanno fatto da sfondo a una grande esposizione della Maison di lusso, Bulgari.
Marchio romano, nato nel 1884, il simbolo del serpente è da sempre un ‘segno di stile’ della casa romana, e per chi ne avrà l’occasione, dal 10 marzo all’8 maggio, le porte di Palazzo Braschi saranno aperte per ospitare la mostra che racconta attraverso opere d’arte, abiti vintage e gioielli, l’interpretazione estetica di una figura che ha ispirato stilisti, artisti e non solo.

Un viaggio ‘multisensoriale’ alla scoperta di come la sinuosità e la flessibilità caratteristiche del serpente siano state in grado di dare vita ad una così vasta gamma di creazioni e vere e proprie opere d’arte.

Un percorso che parte dal ‘significato’ dell’animale stesso inteso come ‘fertilità’, ‘guarigione’ e ‘rinascita’ in età greco-romana, fino ai giorni nostri. Nelle diverse sale si passa dalle opere di Keith Haring, che utilizza il serpente come simbolo di forze che possono assumere valenze diverse come il male, la sensualità e la saggezza; alle sculture di Joana Vasconcelos e di Niki de Saint Phalle. I dipinti di Paul Klee, uno dei massimi esponenti dell’astrattismo, di Fortunato Depero opere di Alexander Calder, Mat Collishaw e meraviglie del design di Piero e Barnaba Fornasetti.

Gli scatti di Helmut Newton, Peter Hujar, dell’italiano Guido Mocafico e di Robert Mapplethorpe si stagliano coloratissimi sulle pareti, dallo still life alla ritrattistica.

Proseguendo, si arriva nella sala dedicata agli abiti. Il trionfo della moda italiana, ed anche qui, torna il concetto dell’animale: l’abito come seconda pelle, come muta del serpente. I circa venti modelli incarnano l’estetica degli anni Venti e Trenta del Novecento, donne forti, femme fatale, spregiudicate e drammatiche. Il serpente, ricamato o applicato sull’abito, funge da accessorio e da compagno della donna. A seguire, i costumi di scena di Elizabeth Taylor nel film di Mankiewiz del ’63 ‘Cleopatra’, la più celebre regina della storia antica, con la tragica fine di Antonio morso da un serpente.

Infine, il percorso si conclude nel tempio della gioielleria, storici pezzi della Maison della collezione Serpenti, dal celebre ‘Tubogas’,l’orologio-bracciale a forma di serpente stilizzato con scaglie in oro o rivestiti di smalti policromi con occhi impreziositi da zaffiri, rubini, smeraldi o diamanti, ai collier, alle clutch-gioiello c’è da perdere la testa. Infinite varietà di colori e di combinazioni segnano il passaggio e l’evoluzione del serpente come una secolare tradizione all’interno della Maison fino ai giorni nostri.

di Lucia Marino

 

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