Porta Nuova Milano

Porta Nuova: le boutique chiedono un incontro con il Comune

Porta Nuova: I brand sono così passati all'azione e hanno chiesto un intervento strutturale al comune per risolvere il problema.

Ai piedi del Bosco verticale, “il grattacielo più bello del mondo”, simbolo di innovazione nell’edilizia green diventato modello internazionale, a breve partiranno il lavori per la realizzazione di un moderno giardino botanico con alberi e piante basse accanto ai palazzi Hi-tech di Porta Nuova.

Manca ancora tempo, forse per l’estate 2017, quando dovrebbe essere completata la Biblioteca degli alberi -progettata dalla paesaggista olandese Petra Blaisse -che nascerà nel quartiere della nuova Milano.

La zona sarà quindi un gioiellino completo? Sicuramente a livello di design e di architetture, meno come zona commerciale.

Il nuovo quartiere, che mira a posizionarsi come zona di shopping ad alto lusso, e vanta al suo interno prestigiosi brand di moda, stenta a decollare.
Ma non è tutto oro quello che luccica. In mattinata lo stesso Pambianco sottolineava i punti critici per il commercio ed evidenziava il malcontento delle griffe.

Le boutique in via Vincenzo Capelli – che collega Piazza Gae Aulenti a Corso Como – mettono nero su bianco le difficoltà dei clienti ad accedere ai punti vendita a causa dei gradini laterali che spezzano la linearità del percorso principale sulla rampa centrale.

Dsquared2, Moschino, Les Hommes, Vivienne Westwood, Costume National, Christian Louboutin, sono solo alcune delle griffe presenti in quello che è ben lontano dall’affermarsi come punto di riferimento del lusso.

I brand sono così passati all’azione e hanno chiesto un intervento strutturale al comune per risolvere il problema.

Stefano Rosso, figlio del fondatore della Diesel e consigliere delegato della Red Circle, la società di famiglia che controlla alcuni degli immobili dell’area, ha confermato a PambiancoNews l’incontro con l’amministrazione comunale per facilitare l’ingresso ai punti vendita.

“La rampa è poco ospitale”, ha commentato. Ma non solo. Le problematiche sono più ampie, e non condivise con chi abita nel nuovo quartiere. “Non vi sono alberi o sedute – ha proseguito – rispetto al resto del progetto architettonico limitrofo. La struttura attuale rappresenta un forte vincolo per lo sviluppo commerciale e, sebbene il Comune abbia espresso la massima disponibilità nel prendere in considerazione progetti alternativi, ci sono diversi condomini che si sono opposti a modificare l’aspetto estetico degli edifici. Si tratta di restrizioni che spero vengano superate comprendendo l’importanza che il successo degli store rappresenterebbe per il quartiere”. ( cit. Pambianco)

In attesa una soluzione, secondo sempre Rosso, potrebbe essere vivacizzare l’area attraverso “la programmazione di attività ed eventi organizzati dalle singole boutique per aumentare il traffico e, soprattutto, per dare la possibilità ai clienti di fare esperienze nei negozi”. “Via Capelli rappresenta l’incontro della vecchia Milano da bere con la nuova città proiettata verso il futuro, la rampa è il trait d’union tra questi due mondi”.

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