I bambini che prendono l’abitudine di succhiarsi il pollice e la mantengono a lungo, poi, nella vita, soffrono meno di allergie rispetto ai loro coetanei che non hanno questo vizio.

Lo rivela uno studio condotto dagli esperti dell’Università di Otago, in Nuova Zelanda, e pubblicato sulla rivista di ricerca medica Pediatrics.

Gli scienziati hanno studiato per ventisette anni l’influenza sulla salute di questo vizio infantile in un gruppo di mille bambini,misurando, anno dopo anno, la percentuale di quanti si succhiavano il pollice a cinque anni e poi lo facevano ancora a sette, a nove e a undici anni.

Due anni dopo, quando i mille pazienti avevano compiuto tredici anni, gli esperti li hanno sottoposti a una serie di test per allergie; i test sono stati ripetuti diciannove anni dopo, quando ormai i mille pazienti erano trentaduenni.

In questo modo gli scienziati hanno scoperto che chi, da bambino si succhia il pollice, nella vita soffrirà meno di allergie.

Mentre normalmente il 45% dei tredicenni ha qualche forma di allergia, lileve o seria, tra quanti hanno continuato a lungo a succhiarsi il pollice, la percentuale scende del 40%.

L’effetto protettivo continua anche da adulti.

Tra i bambini che poi hanno un altro vizio, quello di mangiarsi le unghie, la percentuale di allergie scende al 31%.

Questo accade, spiegano gli esperti, perché chi ha queste abitudini si espone maggiormente allo sporco e ai germi: il corpo si allena a reagire ai batteri per combattere le infezioni, diventa più abile nel distinguere i veri allarmi dai falsi allarmi e, così, si riduce il rischio di sviluppare allergie.

di

Raffaella Ponzo

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