Numeri alti per la Milano della moda e sboccia l’imprenditorialità giovanile  

L’ incidenza che il settore moda ha sull’economia nazionale la si evince dalle stime fatte circolare dalla Camera Nazionale della Moda: nel 2010 il pil generato esclusivamente dalle produzioni di tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria ha toccato i 65 miliardi di euro, pari a un incremento del 6,5% rispetto al 2009. Si tratta all’incirca del 4% della intera ricchezza nazionale prodotta lo scorso, un’ incidenza destinata ad aumentare quest’ anno, dato che il primo semestre dovrebbe aver fatto registrare un progresso intorno all’ 8% (contro il +0,8% dell’ economia nel suo complesso). Va detto però che la seconda parte dell’ anno si è aperta con un rallentamento del ritmo di crescita. In ogni caso, le esportazioni moda sui mercati internazionali per l’ intero 2011 sono in crescita del 14,5%, e probabilmente supereranno i 42 miliardi di euro.

In questo scenario Milano fa la parte del leone. La Camera di Commercio locale ha calcolato che lo scorso anno sono nate 342 imprese nel settore, quasi una al giorno: una su cinque ha un titolare con meno di trent’ anni e oltre la metà è guidata da una donna. Il solo settore “industriale” della moda a Milano è costituito da 500 imprese di gioielleria, 264 di bigiotteria, 1.090 di industria tessile, 2.657 di confezioni e abbigliamento, 1.015 di pelletteria. Aggiungendo anche il comparto del design (che comprende l’industria del tessile, dell’abbigliamento, concerie, gioielleria e bigiotteria, commercio al dettaglio di abbigliamento, studi di architetti e attività di design legato alla moda), il numero delle imprese attive a Milano e provincia raggiunge quota 14.494 unità, pari al 4,7% del totale nazionale. Si stima in 11 miliardi di euro il fatturato della aziende milanesi della moda, dato che pone il capoluogo meneghino al secondo posto mondiale dopo Parigi (13 miliardi) e davanti a New York (10 miliardi).

A questi numeri vanno poi aggiunti gli affari dei 3.399 negozi di abbigliamento presenti in città, dei 798 di calzature, dei 2.408 di ambulanti e di tutto il mondo delle professioni che gira intorno, dagli architetti ai commercialisti, dalle agenzie di comunicazione agli avvocati. Senza dimenticare le strutture ricettive. Inoltre il polo fieristico milanese,genera ricadute importanti in termini di giro d’ affari per hotel, osterie e ristoranti, facendo da traino per il turismo locale e, più in generale, per tutta l’ economia del territorio.

La Camera di commercio di Monza e Brianza stima che il valore del brand tra indotto economico e ritorno di immagine internazionale per il capoluogo lombardo e i territori limitrofi supera i 150 miliardi di euro. E 50mila sono gli occupati nel sistema fashion nella sola città di Milano, con un indotto annuo di 115 milioni di euro suddiviso in alloggi, ristoranti (30) trasporti, (12). L’ indotto generato dallo shopping legato alle sfilate milanesi si concentra per il 92 per cento nel capoluogo ma ha ricadute importanti anche a Monza e Brianza, a Varese e a Como.

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